Tempera su tela cm 335 x 245 Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica, n. inv. 470 Provenienza: Forlì, Convento di San Domenico

ITINERARIO D

Livio Agresti
Forlì, 1508 ca. – Roma, 1579

Conversione di San Paolo

La devozione ai Santi

Davvero uno strano destino quello del pittore forlivese Livio Agresti; fu autore prolifico di opere anche ragguardevoli, ma la Critica gliene ha sottratte in quantità e ormai sembra sempre più difficile il compito di restituirgliele. Come questa Conversione di San Paolo, non firmata né documentata, oggi ascritta a Pier Paolo Menzocchi. Livio fu artista “girovago”: lavorò molto, oltre che nella vicina Ravenna, nell’ Italia centrale (Amelia, Narni, Terni, Tivoli); si recò in Germania (Augusta); ma soprattutto soggiornò a lungo a Roma, dove morì. I diversi impegni e i contratti da onorare spesso lo obbligarono a lasciare incompiuti lavori, cui posero mano altri colleghi, seguendo l’impostazione dell’Agresti, considerato, a buon diritto, un Maestro che meritava attenzione e rispetto.
Fu così che nella sua Città natale, della quale portava orgogliosamente il nome e dove, in affresco, lasciò diversi lavori, gli capitò di lasciare dipinti che recano indubbiamente il suo stile, ma che rivelano anche interventi estranei. A Forlì molto stimata era la Bottega di Francesco Menzocchi, nella quale agivano anche i figli di Francesco, Pier Paolo e Sebastiano, ed altri praticanti di si conoscono i nomi (oltre i due Modigliani, padre e figlio, in epoca più avanzata), i quali, con virtuosa solerzia artigiana portavano a buon fine l’ impresa. Fra tutti costoro però Livio dovette trovare in Pier Paolo un collaboratore affidabile e affine, oltre che un uomo onesto e probo. In giro per chiese e musei cittadini il nome, non la firma, di Pier Paolo appare sicuramente più del dovuto. E questo discorso vale senza dubbio anche per la Conversione di San Paolo, nonostante i segni caratteristici dell’ arte di Livio Agresti siano inconfondibili e numerosi. L’episodio narrato è quello famosissimo della folgorazione di Paolo di Tarso sulla via di Damasco. Livio ha sicuramente visto a Roma, nella Cappella Paolina in Vaticano, il grande affresco di Michelangelo; più che probabile che nei suoi viaggi abbia visto anche a Bologna il San Paolo disarcionato del Parmigianino e ne abbia tratto le debite conseguenze, come par di capire dal racconto poi realizzato. Il tema paolino è tipicamente controriformato in quanto parla di una conversione ed è riferito all’Apostolo che diede fondamentale impulso al cristianesimo scegliendo la predicazione e il martirio a Roma.
(V. M.)

MUSEI SAN DOMENICO - PINACOTECA CIVICA

Orari: da martedì a venerdì: 9.30-19.00
sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00
La biglietteria chiude un’ora prima, Lunedì chiuso.
Apertura straordinaria 2, 23 e 30 aprile.

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