Olio su tavola, cm 250 x 170 Forlì, Chiesa della Santissima Trinità

ITINERARIO A

Francesco Menzocchi
Forlì, 1502 – Forlì, 1574

San Mercuriale, San Valeriano, San Sebastiano e San Rocco impetrano dal Signore la protezione per Forlì contro la peste, dopo il 1541

La devozione ai Santi

Marcello Oretti (1777), commentando brevemente, scrive di Francesco Menzocchi che: “dipinse sul fare di Tiziano”. Giudizio acuto ed esattissimo, che concorda con una datazione dell’ opera al periodo immediatamente successivo il secondo soggiorno veneziano di Francesco, nel 1541. In tale occasione il Menzocchi ebbe sicuramente modo di studiare la Allocuzione di Alfonso d’ Avalos, oggi al Prado, del 1540-41, riportandone una viva impressione.
In primo piano i due Santi Patroni della Città: San Mercuriale, che in ginocchio rivolge la supplica direttamente al Signore, mentre alla sua destra San Valeriano, con trasparente citazione tizianesca, guarda il sottostante Popolo forlivese, inalberando una bandiera con l’insegna della Città (quella propria degli Anni Quaranta del XVI secolo, croce bianca in campo rosso). Dal lato di San Mercuriale, appaiono in atteggiamento di preghiera San Sebastiano e San Rocco, i due protettori ufficiali designati dalla Chiesa di Roma contro le pestilenze. Nella parte destra, alle spalle di San Valeriano, fanno pendant, in abito scuro da confraternita, due giovani non individuabili, ritenuti inspiegabilmente da Giovanni Casali in poi Grato e Marcello, due collaboratori di San Mercuriale (e che martiri non furono), di cui non si sa praticamente nulla. Con tutta probabilità essi sono da ritenere genericamente due commilitoni di Valeriano, sacrificatisi nel martirio insieme con lui per la Fede in Cristo. Dalla flottiglia di putti che circonda il Padre Eterno, se ne stacca uno che va a posare sui due sconosciuti e su San Valeriano la corona della Gloria, primo attributo che ne esprime la Santità. Nell’ alto dei cieli, fra le nubi, appare, deciso ed energico, Dio Padre, col bel volto nobile ed austero. La peste, pochi anni prima, nel 1528, ha decimato la popolazione forlivese, lasciando alla fine una città stremata.
Il quadro stette per lungo tempo sull’ Altar Maggiore della Trinità, poi, con decisione incomprensibile ed assai opinabile, fu spostato nella navata di destra, dove lo si può ammirare tuttora, conservato purtroppo in condizioni non ideali, nonostante un recente restauro.
(V. M.)

Marcello Oretti (1777), commentando brevemente, scrive di Francesco Menzocchi che: “dipinse sul fare di Tiziano”. Giudizio acuto ed esattissimo, che concorda con una datazione dell’ opera al periodo immediatamente successivo il secondo soggiorno vene

Orari: da lunedì a sabato 7.30 -18.45
(Messa ore: 8.00)
domenica o festivo 8.15 -20.00
(Messe ore 11.00, 19.00; Vespri ore 18.30)

  • Marcello Oretti (1777), commentando brevemente, scrive di Francesco Menzocchi che: “dipinse sul fare di Tiziano”. Giudizio acuto ed esattissimo, che concorda con una datazione dell’ opera al periodo immediatamente successivo il secondo soggiorno vene

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