La devozione ai Santi

La Riforma luterana aveva da subito messo sotto accusa La devozione ai Santi. In effetti nell’Europa del tardo medioevo si era arrivati a un culto talmente capillare per i testimoni della Fede da rasentare una venerazione acritica. Fu quindi facile accusare la devozione popolare di sostituire la fede nei Santi a quella in Gesù Cristo. In seguito al Concilio di Trento la Chiesa reagì a queste accuse, da una parte rimettendo al centro la figura di Cristo, anche nelle rappresentazioni sacre, dall’altra ribadendo sempre più il ruolo dei Santi come testimoni della Fede e intercessori presso Dio. Da qui un’iconografia che li vede sempre più spesso in aperto dialogo con la Madonna o Gesù Bambino, in un’edizione revisionata della “Sacra Conversazione”, oppure rappresentati in importanti scene della loro vita che ne metta in evidenza le virtù eroiche: atti caritatevoli, scene di martirio, estasi, comunione.
La seconda metà del Cinquecento vede anche, in campo devozionale e di conseguenza artistico, la fortuna di alcune categorie di Santi, ritenuti modelli più rappresentativi: i fondatori di ordini religiosi, san Francesco e san Domenico in testa (scheda D12), i nuovi Santi, che diventarono modello di virtù per i fedeli in quanto contribuirono a far superare alla Chiesa il travaglio della Riforma (sant’Ignazio, santa Teresa d’Avila, san Carlo Borromeo, (Schede A8 e D11). Occuparono un posto particolare i santi delle Origini, cioè del glorioso periodo in cui la Chiesa fu osteggiata e perseguitata, in particolare i Martiri. Nel territorio forlivese si assiste a un rinnovato culto dei santi Mercuriale e Valeriano.

La Madonna con Gesù Bambino in trono tra i santi Rufillo e Antonio di Padova, 1530

Olio su tavola, cm 230x180 Forlimpopoli, Basilica di San Rufillo

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La Madonna con Gesù Bambino tra i Santi Biagio e Valeriano, 1503-1504

Tempera su tavola, cm. 232 x 176 Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica, n. inv. 38 Provenienza: Chiesa di San Biagio, Forlì

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La Sacra famiglia e i santi Giacomo il minore e Filippo, 1547

Olio su tavola, cm 185 x 135 Forlì, Basilica di San Mercuriale

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Madonna con i santi Mercuriale e Girolamo; san Mercuriale riporta da Gerusalemme le reliquie; san Mercuriale sottomette il drago, 1603-1606

Olio su tela, rispettivamente cm 170 x 140; 190 x 130; 190 x 130 Forlì, Basilica di San Mercuriale

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Madonna col Bambino e i Santi Mercuriale e Valeriano, 1590-1600

Olio su tela, cm 95 x 83 Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica, n. inv. 485 Provenienza: sconosciuta

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San Carlo Borromeo in preghiera, 1612

Olio su tela, cm. 230 x 160 Forlì, Basilica di San Pellegrino

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Conversione di San Paolo

Tempera su tela cm 335 x 245 Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica, n. inv. 470 Provenienza: Forlì, Convento di San Domenico

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San Carlo Borromeo adora il Bambino, 1614-1616

olio su tela, cm 235 x 160 Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica, n. inv. 161 Dipinto consegnato alla città di Forlì in seguito alle requisizioni napoleoniche

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San Francesco intercede per le anime del Purgatorio, 1614

Olio su tela, cm. 220 x 150 Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica, n. inv. 624 Provenienza: Cattedrale di Forlì

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